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DRUNKEN BUTTERFLY

18 Ott Artists | Commenti disabilitati su DRUNKEN BUTTERFLY

Semifinalisti a Rock Targato Italia del 2000 e vincitori ad Arezzo Wave del 2001 come gruppo rappresentante la regione Marche.

Dopo il festival i Drunken Butterfly vengono notati dall’etichetta discografica Fridge Records di Milano, che inserisce il brano “Esile Kim” nella storica compilation edita dalla stessa Fridge e distribuita dalla Sony Soniche Avventure e pubblica l’album d’esordio Pornocoma.

Il 20 Novembre 2002 l’album esce ufficialmente in tutti i negozi di dischi, distribuito dalla Self. Il 29 Novembre Marco Bragaglia e la Fridge Records organizzano, in collaborazione con il Comune di Macerata, Outer zone: conferenza stampa per la presentazione in anteprima nazionale dell’album “Pornocoma”. L’incontro si svolge nella splendida cornice dell’Auditorium San Paolo di Macerata e vede la partecipazione di Marino e Sandro Severini della Gang, Emiliano Coraretti (giornalista di Musica di Repubblica), Silvio Maselli (Fandango film), Aurelio Pasini (giornalista de Il Mucchio Selvaggio), Gianluca Polverari (giornalista di Rockstar), Alessandro Bolli (giornalista di Music Club) e Mauro Carassai (Kathodik web-zine). Viene proiettato in anteprima nazionale il video live di Pornocoma, realizzato da Marco Bragaglia.

Nel Gennaio 2003 parte il “Pornocoma tour” che tocca le principali città italiane: ad Aprile i Drunken Butterfly presentano il loro album d’esordio nella catena francese di negozi specializzati FNAC, dove i più importanti artisti italiani e stranieri incontrano il loro pubblico.

Il 30 Novembre i Drunken Butterfly partecipano al M.E.I. (meeting delle etichette indipendenti) che si svolge ogni anno presso il centro fiere di Faenza: durante il meeting viene presentata la compilation-tributo ai Beatles Let it boom; il progetto nasce da un’idea del sito Musicboom.it in collaborazione con la Audioglobe e vede la partecipazione di Paolo F. Bragaglia, che insieme a Lorenzo Castiglioni (voce, chitarre e tastiera dei Drunken Butterfly) ha curato la realizzazione della cover “A day in the life”, brano contenuto nell’album Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band.

Nel frattempo “Pornocoma” viene recensito positivamente dalle principali testate giornalistiche di settore, dai più importanti siti web musicali, e riceve la nomination per il premio Fuori dal Mucchio (concorso realizzato dal settimanale “Il Mucchio” in collaborazione con il M.E.I. e dedicato al miglior album d’esordio).

A Luglio 2004 la promozione di Pornocoma prosegue: i Drunken Butterfly hanno infatti l’occasione di aprire i concerti del tour estivo della Gang, lo storico gruppo dei fratelli Severini. Al termine dell’anno i Drunken Butterfly, insieme al loro produttore Paolo F. Bragaglia, partecipano nuovamente alla compilation di Musicboom bOOmsong for Velvet, questa volta dedicata ai Velvet Underground. Il brano scelto è “Who loves the sun”, prima traccia dell’album “Loaded” del 1970.

Nel corso del 2005 Lorenzo Castiglioni compone e registra, presso lo studio di Paolo F. Bragaglia, i brani per il nuovo ep Aporia. Durante il 2006 la promozione dell’album porta ottimi risultati ed il gruppo ottiene, ancora una volta, apprezzamenti da parte di critica e pubblico. Sempre nello stesso anno i Drunken Butterfly compongono venti brani per Unusual Library, l’iniziativa editoriale Fridge Records e Goodfellas che riguarda un data base on line contenente musiche composte appositamente per realizzazioni audiovisive, documentari, filmati industriali, corti e presentazioni.

Durante il 2007 i Drunken Butterfly registrano il loro terzo album Maggio Giardinaio e stringono un accordo con Paolo Messere della Seahorse Recordings: il cd verrà pubblicato alla fine di Aprile 2008 dall’etichetta napoletana e verrà distribuito in Italia dalla Goodfellas, le edizioni musicali saranno curate, come sempre, dalla Fridge Records.

Un’estetica che si traduce in liriche ricche di immagini pregnanti, a volte anche parecchio crude, e in costruzioni sonore pervase da un’elettricità oscura e ricca di pathos.
Aurelio Pasini – MUCCHIO

Il meglio arriva dai Drunken Butterfly, un agguerrito trio marchigiano capace di miscelare, con intuizioni non banali, gli ingredienti più preziosi del mondo: il rumore e la melodia.
Jacopo Ghilardotti – TUTTO

I suoni della natura si trasformano in rumori distorti incalzati da una scura ritmica. Questi sono gli effetti dell’alcool su una farfalla secondo i marchigiani Drunken Butterfly.
Gianluca Polverari – ROCK STAR

Il gruppo è roccioso e si destreggia con le parole sdrucciole e le plurisillabiche poco conciliabili con la sintassi rock.
Pierluigi Grillo – RUMORE

Power rock, post rock, traiettorie che tagliano obliquamente noise e post grunge, e anche qualche scheggia di Moore e soci tracciano scenari sviluppati in maniera originale.
Bob Villani – FREAK OUT

Sembra proprio di vederla, la farfalla ubriaca, ebbra di ritmi taglienti, suoni stralunati e testi corrosivi, aleggiare tra i solchi prorompendo un rock dai tratti cupi e decadenti.
Federico Linossi – ROCKIT.IT

Notevole è la scrittura, nervosa, non banale. I testi dei Drunken Butterfly delineano rappresaglie sentimentali, emotive ed erotiche nelle quali il fil rouge risulta sempre essere la sospensione tra desiderio e odio, amore e coinvolgimento carnale.
Beatrice Finauro – MUSICBOOM.IT

Drunken Butterfly, una band che si distingue in un panorama musicale spesso segnato da gruppi fin troppo monocromatici e abituati al riciclaggio.
Diego Dal Medico – LAVOCETTA.IT

Il perno di tutta questa macchina sonora è la voce di Lorenzo Castiglioni, giustamente valorizzata perché in grado di fondere ira e tristezza con onesti risultati.
Marco Mazzucchelli – MOVIMENTA.COM

C’è rabbia e c’è forza, e delle parole indiscutibilmente poetiche, parole che si attaccano perfettamente alla musica del gruppo.
Hamilton Santià – SENSORIUM.IT

Un affresco sonico dalle fattezze quasi psichedeliche, una violenza espressiva sacra con un uso visionario di chitarre e tastiere/campionatori.
Pasquale Boffoli – PUNKADEKA.IT

Davvero ottima la cover di “Who loves the sun” dei Velvet Underground con i suoi inserti elettronici. Il disco mostra dei musicisti maturi e coscienti delle proprie scelte stilistiche.
Floriano Liguoro – ROCKAMBULA.COM

Un disco appassionato, viscerale, di quelli che arrivano al cervello passando per lo stomaco. Eleganti, maturi e consapevoli, i Drunken Butterfly hanno confezionato un disco coraggioso, uno di quei dischi che finiscono per essere outsider pure per il mercato indipendente, sempre più incasellato e deludente. Ci vogliono orecchie attente, per un disco così. Ed un cuore grande.
Luca D’Alessandro – MUSICBOOM.IT

Un nuovo approccio positivo, che fra l’altro ha l’indubbio merito di mettere ancora più in luce la propensione melodica di Castiglioni, e mette curiosità sulle mosse future della band.
Aurelio Pasini – MUCCHIO

Atmosfere sospese e stralunate. Elettronica minimal per creare vuoti e distorsioni. Pensieri fini e affinati per ogni nota, parola, scossa, rantolio, bronchiolo, coro, sospiro. La produzione artistica è curata come per il precedente “Pornocoma” da Paolo Bragaglia. Con il risultato di un album maturo e intellettuale, con un’irriducibile forza psichedelica.
Claudia Selmi – ROCKIT.IT

Rintocchi di pianoforte, declamazione sognante, finezze ritmiche e qualche apertura orchestrale contribuiscono a forgiare un’atmosfera sgranata ed onirica: eccellente, in questo senso, l’avvolgente sortita de “Lo Stato Delle Cose”, al pari del languore nostalgico che affiora inesorabilmente all’ascolto di “La Gioia Di Quando Ero Bambino”.
Michele Dicuonzo – SENSORIUM.IT

L’impressione è che si sia voluto dare al tutto un taglio quasi cinematografico e in tale veste i pezzi potrebbero andare bene per sonorizzare qualche pellicola neo decadente.
Roberto Michieletto – MUSIC CLUB

www.drunken-butterfly.com
www.myspace.com/drunkenbutterflyband

www.drunken-butterfly.com
www.myspace.com/drunkenbutterflyband