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GOOSE

18 Ott Artists | Commenti disabilitati su GOOSE

Il gruppo è nato nell’estate del 1998 con il nome Mama Goose, e fin dal momento della sua formazione ha lavorato intensamente per creare e promuovere la propria visione musicale e culturale. Nel 1998 appaiono con il pezzo “Come se” sulla compilation Sersa 98, prodotta dall’omonima associazione di Sassari. Nella primavera dell’anno successivo iniziano a registrare il loro primo disco. “Uomini e Tordi” viene inciso per la Lowhole records, sigla che raggruppa alcune band indipendenti di Sassari. La band ha in seguito inciso un promo con i brani di un nuovo lavoro, orientato su sonorità in bilico fra rock’n’roll e power pop rumoroso. Nel frattempo “Uomini e Tordi” ha ricevuto diverse recensioni molto positive dalla stampa nazionale (Buscadero, Rockit, Toastit.com) e regionale (La Nuova Sardegna, Il Quotidiano). Il marchio di fabbrica dei Goose è una ben dosata miscela di energia e melodia, rabbia e tenerezza, con una forte dose di ironia e con un attenzione particolare ai testi. Le influenze musicali più dirette sono il rock e il pop degli anni ’60 e ’70, ma anche il blues, il country, il punk, il con alcune componenti più innovative e moderne. Dal punto di vista culturale, i punti cardinali della visione dei Goose risiedono soprattutto nella letteratura della lost e della beat generation americana. La loro è street poetry, lontana dalla retorica, che ha l’ambizione di parlare dritto al cuore ed alla mente, senza artifici linguistici. Il gruppo ha da sempre svolto una fitta attività live. Fra le uscite più importanti: Nel 2000 la partecipazione all’Underground blues festival di Quartu S.Elena (CA); nel 2001 il programma televisivo di Videolina Suburbia, durante il quale la band ha eseguito due brani dal vivo; nel 2002 il gig di apertura del concerto dei Verdena di S.Gavino Monreale organizzato dalla Vox Day di Cagliari ed il festival RockArbus; nel 2003 sono nel cartellone del Rock TV Day a Cagliari e guest degli Afterhours nella loro data del Sassari Big Beat festival, sotto la direzione artistica di Vox Day ed aSSorock; nel 2004 fanno parte di Factory Live, circuito regionale del rock indipendente, nell’ambito del quale suonano in alcune date a Sassari e Nuoro. Sempre nel 2004, aprono il concerto di Paolo Benvegnù al Versatile Music Festival di Sassari; nel 2005 suonano con i Blessed Child Opera, band di Paolo Messere; nel 2004 pubblicano il singolo “Domenica d’Estate”, che ottiene buoni riscontri nella critica; nel 2005 inizia la collaborazione con Paolo Messere e la Seahorse recordings di Napoli. Nel 2006 incidono il loro primo lavoro completo con la produzione artistica di Paolo Messere con il nuovo nome di Goose e realizzano il video di “Domenica d’Estate”, diretto da Alberto Salvucci. Nel 2009 esce il loro secondo full lenght, “30:40”, subito bel accolto dalla critica specializzata.

Goose “30/40” Seahorse 2009 Goose “Tutto come allora”Seahorse 2006

Reviews:
……………………………………………………..Tutto come allora………………………………………………………….
Beautiful Freaks – settembre 2007

Fine giugno ed un gran caldo che risveglia queste timide note. La fine della scuola è una sensazione ormai lontana, quei pomeriggi in piscina spesi nell’ozio, quel senso di sollievo dimenticato. Ho 25 anni e un futuro precario che non è più quello di una volta, con il cuore in gola ed i giorni in ciclostile che non finiscono mai. Osservo la Sassari dei Goose che brucia di rancore recondito e poesia viscerale, lontana dalle orde di turisti pronti a sbarcare sulla bella isola, fugge dai Vip e dai locali di tendenza. Vicina ad un raffinato gusto per la canzone d’autore tutta italiana e venata di un senso di umorismo lirico che caratterizzò l’Agosto dei Perturbazione più ispirati… Quando in certi giorni stare soli non è poi una cattiva idea… Il disco italiano più bello che mi sia capitato di sentire quest’anno.

Tutto Come Allora su Openindie.net_giugno 2007 

Fine giugno ed un gran caldo che risveglia queste timide note.
La fine della scuola è una sensazione ormai lontana, quei pomeriggi in piscina spesi nell’ozio, quel senso di sollievo dimenticato.
Ho 25 anni e un futuro precario che non è più quello di una volta, con il cuore in gola ed i giorni in ciclostile che non finiscono mai. Osservo la Sassari dei Goose che brucia di rancore recondito e poesia viscerale, lontana dalle orde di turisti pronti a sbarcare sulla bell’ isola, fugge dai Vip e dai locali di tendenza. Vicina ad un raffinato gusto per la canzone d’ Autore tutta italiana e venata di un senso di umorismo lirico che caratterizzò l’ Agosto dei Perturbazione più ispirati.

…Quando in certi giorni stare soli non è poi una cattiva idea…

Il disco italiano più bello che mi sia capitato di sentire quest’anno
Tommaso Vecchio

Tutto Come Allora su dnamusic.it_giugno 2007 

Ci deve essere qualcosa di speciale in questo disco perché ogni volta che l’ascolto provo la stessa identica sensazione: avete presente l’ultimo giorno di scuola all’inizio dell’estate? Quella voglia di andare a fare baldoria al mare, di divertirsi e giocare, di vivere? Ecco penso esattamente a questo. “Tutto come allora” somiglia ad un gelato al limone sotto il sole bollente. È fresco, genuino, con gli ingredienti giusti e ben dosati e quando lo assaggi puoi sentire tutto il sapore del luogo in cui è nato: la Sardegna dei Goose. Provate ad ascoltare “Notizie di me” e ditemi se non sentite il mare, se non riuscite ad immaginarvi sulla spiaggia al tramonto quando l’orizzonte diventa rosso e l’odore del mare diventa più forte. L’ho ascoltata e riascoltata moltissime volte e non riesco a stancarmene. Da sola varrebbe tutto il prezzo del disco anche perché è la canzone in cui la voce, particolarissima, di Stefano Sotgiu viene maggiormente esaltata.
Interessante è anche la traccia d’apertura, “Domenica d’estate”, perfetta per questo inizio di stagione anticipato. Un pezzo orecchiabile e leggero che ti entra subito in testa. Si prosegue con altre due canzoni piene di ritmo, “D’allora in poi” e “Bar” (forse il pezzo che mi è piaciuto meno). Secondo me i momenti migliori sono toccati nei pezzi più lenti, come “Forse”: l’intro, davvero molto bella e suggestiva, si apre poi in una sequenza più veloce.

È un disco che mi ha entusiasmato per alcune cose e per altre invece no. Mi sono chiesta il perché e alla fine l’ho trovato: ci sono canzoni nelle quali la personalità della band viene fuori a 360° e il lavoro raggiunge dei livelli molti alti, altri brani invece sono un po’ troppo influenzati dai ritmi e dai suoi dei tormentoni estivi. No, non roviniamo tutto! Facciamo in modo che nessuna nuvola copra il cielo azzurro della Sardegna!

………………………………………………………………….30/40……………………………………………………………………….

Goose

30:40

Seahorse/Audioglobe

Ci siamo occupati dei Goose già in passato, per l’esattezza tre anni fa in concomitanza con

la loro prima uscita su Seahorse, “Tutto come allora”. In quella occasione avevamo

evidenziato il più che volenteroso tentativo di coniugare nella nostra lingua modelli

compositivi legati al pop-rock di matrice angloamericana (quello più classico, ma anche quello di nicchia, dal folk-rock al power pop diciamo), ma anche le incertezze nel portare a compimento il progetto, l’assenza, fatta eccezione per alcuni brani particolarmente azzeccati, di una vena autoriale del tutto convincente. Chiudevamo la recensione, lo si fa spesso, dicendo che, viste le promesse, l’evoluzione in senso positivo di quelle potenzialità sarebbe stata non solo auspicabile ma anche possibile. In questo caso è andata proprio così, perchéquesto nuovo lavoro dei sassaresi riesce a tratti a sposare la lingua di Go-Betweens e Big Star, tanto per fare due nomi da sempre nel cuore della band, con la tradizione italica in modo eccellente, e dove non compie del tutto la fusione sciorina comunque una pletora di canzoni di livello assai buono. Complice di questa maggiore solidità, azzardiamo, la scelta di fornire un tema unitario ai pezzi, quella difficile terra di mezzo che è il decennio che trasforma i trentenni in quarantenni, con tutto il suo portato di dubbi e quesiti senza risposta, un argomento che, in un brano come “La vita a 34 anni”, ironia agrodolce in salsacountry-pop, viene affrontato con la leggerezza dei migliori Perturbazione. Un deciso passo avanti.

Contatti:

www.goosemusic.it

Alessandro Besselva Averame


Goose: 30:40, tra indie, folk e cantautorato

Racconta il decennio dell’età adulta, le precarietà e le difficoltà del passaggio dai trenta ai quarant’anni: “30:40”, secondo disco dei sassaresi Goose si muove tra le influenze più disparate, tra Neil Young e i Wallflowers, passando per Wilco, Go-Betweens e il cantautorato italiano.



I testi dell’autore e frontman Stefano Sotgiu, si muovono in direzione di un disincantato intimismo, con un linguaggio semplice ma estremamente pregnante. Mentre le sonorità del disco sono di matrice principalmente anglosassone, le liriche trovano la loro dimensione naturale nella spontaneità della lingua italiana, e ci offrono un quadro lucido di una metaforica partita di tennis: quella che ci vede fronteggiare ogni giorno le sfide della vita. La cover e il titolo “30:40” rimandano direttamente al punteggio di questo ideale match, tema principale della seconda prova dei Goose.

 

 

ONDALTERNATIVA

Goose (30:40)

Tracklist:

01. Qui per te
02. La vita a 34 anni
03. Finchè non saprai
04. Quando ero felice
05. Indietro
06. Mio cuore
07. Fra noi due
08. Per cambiare
09. Sogna
10. Settembre
11. Neve

Dopo il discreto successo riscosso da “Tutto come allora” tornano i Goose che, dopo vari cambiamenti fra cui la collaborazione con la Seahorse Recordings di Paolo Messere, si sono rinchiusi di nuovo in sala per registrare “30:40”, il secondo full lenght da quando hanno deciso di rinnovare le loro vesti.

Quello che ci propongono Stefano Sotgiu (voci, chitarre, armonica) Antonio Sircana (piano, organo, synth e cori) Leonardo Carboni (basso, chitarre, mandolino e cori) e Luca Monaco (batteria, percussioni e cori) è un album in puro stile rock nostrano che ricorda molto quello dei primi TARM di Toffolo: strutture semplici a favorire un sicuro impatto melodico e testi altrettanto efficaci. Una miscela esplosiva che ci porta così ad entrare subito nel vivo dell’atmosfera con brani come “Qui per te” o “La vita a 34 anni” che se da un lato raccontano la cruda realtà quotidiana dei giovani (e non) di oggi dall’altro lo fanno sdrammatizzando con melodie orecchiabili e ritornelli che ti entrano in testa e per rimanerci, leggeri e frizzanti (“Vita è voglia di cambiare / vita è una chitarra da spaccare / vita è non poterlo fare / perché la devi pagare”). Si passa così dalle schitarrate impetuose di “Finchè non saprai” alla malinconia di “Quando ero felice”, dove piano elettrico e chitarra acustica accompagnano alla perfezione le tribolazioni di un soggetto nostalgico e disincantato. Spazio all’elettronica e ai violini nelle successive in “Indietro” e “Mio cuore”, due brani scanzonati che filano via che è una bellezza per lasciare, nei pezzi finali, il primato all’irruenza delle elettriche.